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Marcomero
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mwcqMarcomero, anche citato come Marcomeres, Marcomer, Marcomir (347 circa – 404 circa), fu un condottiero (Dux) del tardo IV secolo che invase l'impero romano nel 388, quando Magno Massimo, usurpatore e capo della Gallia romana, era circondato ad Aquileia da Teodosio I.
Contents
• Origini
• Storia
• Note
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Origini
Storia
Una leggenda narra che un popolo, discendente dai mwggtroiani, in mwgwPannonia, venne sconfitto dall'imperatore mwhaValentiniano I, che li chiamò mwhqFranchi (mwhgselvaggi) e impose loro un tributo.
Nella mwiamwiqHistoria Francorum viene riportato che i Franchi, massacrati da mwigStilicone, senza menzionare il nome del loro re, in gran numero lasciarono la mwiwPannonia, si stabilirono sulla sponda del Reno, che, in seguito fu attraversato, e si stabilirono nella zona di mwjaTongeren, dove si stabilirono e Clodio (il padre di Marcomero) fu eletto recite-ref-3[3] ed estese il dominio sino alla mwkqSomme, riportando che fosse lo stesso mwkgClodione, padre di mwkwMeroveocite-ref-4[4].
L'invasione viene documentata da mwowGregorio di Tours, nella sua mwpamwpqHistoria Francorum, facendo riferimento alla mwpgStoria oggi perduta di mwpwSulpicio Alessandro:
• Marcomero, mwqgSunno e mwqwGenebaldo invasero le provincie romane di mwraGermania e di mwrqGallia Belgica. Ruppero le difese del mwrglimes uccidendo molte persone, distruggendo terre molto fertili e spargendo il panico nella città di mwrwColonia. Dopo questo raid, il grosso dei Franchi tornò oltre il mwsaReno con il bottino. Alcuni Franchi, invece, rimasero nelle foreste belghe. Quando i generali romani mwsqMagno Massimo, mwsgNannino e mwswQuintino appresero la notizia a mwtaTreviri, attaccarono le forze franche rimaste uccidendone la maggior parte. Dopo la battaglia Quintino attraversò il Reno per invadere la terra dei Franchi, ma venne circondato e sconfitto dalle tribù dei Franchi riunite sotto il comando di Marcomero. Alcuni soldati romani annegarono nelle paludi, altri vennero uccisi dai Franchi, pochi riuscirono a tornare nei territori dell'imperocite-ref-6[6].
Nanninus e Quintinus vennero rimpiazzati da Charietto e Syrus, che a loro volta dovettero fronteggiare i Franchi, pressati dal generale (mwvqmwvgmagister militum) dell'esercito romano, mwvwArbogaste, franco di origine, tutore dell'imperatore mwwaValentiniano II; Charietto e Syrus si incontrarono con Marcomero e Sunno, tennero una riunione per negoziare una tregua; i Franchi consegnarono come al solito degli ostaggi, e i Romani tornarono a mwwwTreviri, per passare l'invernocite-ref-7[7].
Nel frattempo Arbogaste aveva guadagnato potere, Valentiniano II era come prigioniero a mwyqVienne, e l'esercito romano era in mano ai mwygmercenari Franchi, e dopo la morte di Valentiniano II, Arbogaste, dopo aver proclamato imperatore, mwywFlavio Eugenio, condusse l'esercito romano a mwzaColonia e, in pieno inverno, attraversò il Reno con l'esercito inseguendo Marcomero, citato come capo dei mwzqCatti e degli mwzgAmpsivari, e Sunno, sostenuto da un odio atavico, deciso a sconfiggere la tribù da cui proveniva, ma non ci fu nessuno scontro; lo storico, citando Flavio Eugenio (mwzwtyran Eugène) riporta che, dopo aver organizzato la spedizione militare, rinnovò il trattato con Alemanni e Franchi e riattraversò il mwaaRenocite-ref-8[8].
Il tentativo di unire i Franchi
Secondo il mwcwLiber Historiae Francorum, Marcomero tentò di unire i franchi in seguito alla morte di Sunno. Disse che i Franchi avrebbero dovuto essere comandati tutti dallo stesso re, e propose il proprio figlio mwdaFaramondo (la cui prima citazione è in quest'opera e che viene considerato mitologico dagli studiosi) come nuovo re. Questa fonte non specifica se Marcomero ebbe successo, ma fonti successive che si rifanno al mwdqLiber Historiae Francorum danno l'impressione di considerare Faramondo quale primo re dei Franchi.
Gli studiosi moderni, come Edward James, non accettano come storici gli avvenimenti descritti nel mwdwLiber Historiae Francorum, visto che Marcomero viene definito anche figlio del re troiano mweaPriamo, il che è ovviamente impossibile.
Un altro problema di questa fonte è che le altre fonti antiche quali Gregorio di Tours dicono chiaramente che, un secolo dopo la morte di Marcomero, esistevano ancora numerosi re franchi, ognuno dei quali governava su tribù separate. mwegClodoveo I, secondo Gregorio di Tours, uccise numerosi altri re franchi nel tentativo di espandere il proprio dominio, e così facendo detronizzò altri capi quali i conti di Treviri, ma nonostante questo non fu l'unico re esistente. Le tribù di mwewTuringi, mwfaCamavi e mwfqBructeri continuarono a mantenere una propria indipendenza. Dopo la morte di Clodoveo, il suo impero venne diviso tra i figli che regnarono contemporaneamente su diverse regioni.
Discendenza
(mwgaStoricamente non accertata) A Marcomero vengono accreditate diverse mogli da cui ebbe tre figli:cite-ref-pedigree-2-1[2]
• Clodwige
• Ildegonda
Ascendenza
(mwkqStoricamente non accertata) Marcomero era figlio di Clodio, figlio di Dagoberto, figlio di mwkgGenebaldo, figlio di Dagoberto I, padre di Genebaldo, figlio di Walter, che discendeva da Clodio, che discendeva da Bartherus, che discendeva da Childerico, che discendeva da Sunnocite-ref-reliquary-9-1[9].
Note
cite-note-marcomero-11. ↑ mwngmwnwmwoaMarcomero - geneal.net, su mwoqgeneall.net.
cite-note-pedigree-22. ↑ mwpw(mwqamwqqEN) mwqgmwqwMarcomir I PEDIGREE, su mwrafabpedigree.com.
cite-note-33. ↑ mwsa(mwsqmwsgFR) mwswmwtaHistoire des Francs di saint Gregorius (évêque de Tours), Fredegario, Volume 1, livre II, cap. IX, pag. 75, su mwtqbooks.google.fr.
cite-note-44. ↑ mwuq(mwugmwuwFR) mwvamwvqHistoire des Francs di saint Gregorius (évêque de Tours), Fredegario, Volume 1, livre II, cap. IX, pag. 76, su mwvgbooks.google.fr.
cite-note-55. ↑ Ludwig Schmidt, mwwgI regni germanici in Gallia, pag 291
cite-note-66. ↑ mwxg(mwxwmwyaFR) mwyqmwygHistoire des Francs di saint Gregorius (évêque de Tours), Fredegario, Volume 1, livre II, cap. IX, pagg. 68 - 70, su mwywbooks.google.fr.
cite-note-77. ↑ mwzw(mw0amw0qFR) évêque de Tours {Fredegario), mw0gmw0wcap. IX, in mw1aHistoire des Francs di saint Gregorius, vol. 1, livre II, pp.mw1q 70 e 71.
cite-note-88. ↑ mw2q(mw2gmw2wFR) mw3amw3qHistoire des Francs di saint Gregorius (évêque de Tours), Fredegario, Volume 1, livre II, cap. IX, pagg. 71 e 72, su mw3gbooks.google.fr.
cite-note-reliquary-99. ↑ mw5a(mw5qmw5gEN) mw5wmw6aThe Reliquary and Illustrated Archaeologist, pag. 231, su mw6qbooks.google.it.
Bibliografia
• mw7q(FR) Histoire des Francs di saint Gregorius (évêque de Tours), Fredegario, Volume 1, su books.google.fr.
• mw7w(EN) The Reliquary and Illustrated Archaeologist, su books.google.it.
• Ludwig Schmidt, "l regni germanici in Gallia", in mw8qCambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. I, pp.mw8g 275–300, Garzanti, 1999
Fonti antiche
• mw9gGregorio di Tours, mw9wHistoria Francorum, Libro II, paragrafo 9
• mw-qClaudio Claudiano, mw-gLoeb classical Library, On Stilicho's Consulship
• Edward James, mw-aThe Franks
Voci correlate
Collegamenti esterni
• mwaqo(EN) FRANKS, MEROVINGIAN KINGS, su fmg.ac, Foundation for Medieval Genealogy. URL consultato il 26 settembre 2020.